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ipertensione resistente

 

 

 

 

ESAMI CHE SI POSSONO EFFETTUARE COME
INDAGINI INIZIALI

(anche prima della visita presso il centro)

A completamento dell'esame clinico (che dovrebbe sempre includere la
misurazione della pressione in posizione seduta ad entrambe le
braccia, una terza misurazione nel caso di pressioni differenti per 6
mmHg ed infine una quarta misurazione in ortostatismo) sono necessari
alcuni esami di primo livello atti a inquadrare il problema pressorio
dal punto di vista della genesi, valutare il danno d'organo e valutare
il rischio cardiovascolare globale.

Gli esami iniziali indispensabili sono:

      • emocromo
      • creatinina
      • potassiemia
      • glicemia
      • colesterolo totale
      • colesterolo HDL
      • trigliceridi
      • esame urine
      • microalbuminuria

Dalla creatininemia, sulla base dell’età e del sesso, si potrà stimare la funzione renale complessiva (filtrato glomerulare/minuto) indice sia di quanto è stato danneggiato il rene ma anche di quanto possa essere responsabile della pressione elevata e delle complicazioni cardiovascolari.
Dall’insieme dei valori di colesterolemia totale, HDL e trigliceridemia, usando la formula di Friedwald, si potrà stimare la colesterolemia LDL a patto che i trigliceridi non superino i 400 mg/dl.

La microalbuminuria viene più comodamente misurata su un singolo campione di urine del mattino ove si misura anche la creatinina. Questo valore “spot”, rapportato all’escrezione di creatinina, è un indice sia di danno glomerulare che di danno sistemico microvascolare ed ha significato prognostico per le malattie cardio-cerebro vascolari ed è per questo che oggi lo si ritiene un esame di primo livello nell’iperteso